Casa a misura di bambino

Montevaccino (TN), Italia

2011

Concorso: primo classificato

con Alessandro Piraccini, Emanuele Valgiusti

 

L’adattamento dell’edificio al luogo costituisce l’incipit del progetto che mira ad un’integrazione sia dal punto di vista paesaggistico che sociale, nella corretta interpretazione del genius loci. Punti di vista privilegiati inquadrano le visuali panoramiche significative dirette verso le vicine montagne, che ispirano le forme delle coperture in lamina metallica. La scelta di utilizzare materiali locali, costituisce un elemento di richiamo alla tradizione ed al contempo una proposta innovativa verso un’evoluzione tecnica nel rispetto della tipologia originale. L’approccio psicologico che ha ispirato il progetto è quello di casa intesa  come nido, rifugio sicuro, vissuto come spazio proprio che consenta di poter aprirsi gradualmente verso l’esterno seguendo le necessità e il livello di maturazione psicoaffettiva individuale dei bambini, per favorire la loro autonomia. Si è reputato fondamentale offrire la possibilità di adattare la dimensione complessiva dello spazio vivibile al numero di bambini effettivamente presenti nella struttura a seconda dei periodi: maggiore è il numero degli ospiti maggiore sarà il numero dei blocchi resi funzionanti. Attraverso la realizzazione di pareti mobili si gestisce facilmente la possibilità di ampliamento dello spazio abitabile con l’apertura di altri blocchi con camere da letto e servizi.

 

The adaptation of the building to the site constitutes the opening words of the project that aims to integrate both in terms of landscape and socially, in the correct interpretation of the genius loci. Points of privileged views frame the significant direct panoramic views to the nearby mountains, which inspire the forms of hedging metal foil. The decision to use local materials, is a catch element to the tradition and at the same time an innovative proposal to technical developments in respect of the original type. The psychological approach that inspired the project is intended as a home nest, safe haven, experienced as their own spaces where they can open up gradually to the outside following the needs and the level of individual psycho-maturing children, to encourage their autonomy. It was deemed essential to provide the possibility to adjust the overall size of the living space to the number of children actually present in the structure according to the period: the greater the number of guests greater the number of blocks made ​​operational. Through the creation of mobile walls easily it handles the possibility of extension of the living space by opening other blocks with bedrooms and services.

 

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