Ristrutturazione Faro e nuovo Resort Capo Murro di Porco

Ristrutturazione Faro Capo e nuovo Resort Murro di Porco, (SR)

2016

Concorso

con Arch. Francesco Mariani

Progetto energetico: Arch. Kristian Fabbri

Collaboratori: Arch. Gaia Barbieri

 

Il progetto si inserisce all’interno di una riqualificazione dei fari proposta dal Demanio dello Stato Italiano. Il programma si basa sul recupero senza stravolgimenti delle strutture esistenti, ed al contempo su di un nuovo ampliamento della parte ricettiva attraverso un edificio dal carattere contemporaneo. L’ampliamento, realizzato con possenti murature perimetrali in stampfbeton, è un monolitico blocco scavato, in cui le bucature sono conformate per captare le brezze marine e le scelte formali derivano dalla necessità di migliorare le condizioni climatiche interne, sfruttando le conoscenze costruttive insite nelle tipologie dell’architettura mediterranea. La struttura, introversa come una sorta di caravanserraglio, è costituita da un recinto di 12 camere, alcune dotate di servizi igienici privati ed altri di servizi condivisi. I vuoti che si generano nello spazio compreso tra camere e sala centrale sono luoghi di incontro, arricchiti da tavoli comuni, dove gli ospiti potranno cenare insieme, entrando in contatto tra loro e sorpassando la sterile condizione di isolamento delle classiche camere da hotel.

 

The project is a part of a headlights renovation proposed by Demanio of Italian country. The renovation is based on the rethinking of existing structures, and at the same time on a extension of the receptive part through a design of a new contemporary building.
The expansion, made with strong stampfbeton perimeter walls, is a monolithic unit in which the holes are shaped to capture sea breezes. The ideas of these shapes derive from the need to improve the indoor climate, exploiting the constructive knowledge about typical Mediterranean architecture.
The introverted structure is made up of a fence of 12 rooms, some with private toilets and other with shared facilities. The gaps created between rooms and the central hall are thought as meeting places furnished with big tables where guests can dine together interacting with each other. Everything is designed in order to delete the typical isolation condition created in classic hotel rooms.

 

 

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